Il sindaco Conti ha dichiarato che il progetto della nuova Base militare al Cisam è ormai “incardinato”, lasciando intendere che ci siano persone che a Roma lavorano per portare avanti il progetto. La vaghezza di queste affermazioni è inaccettabile .
Così come risulta assolutamente propagandistico l’annuncio che sulle tempistiche dei cantieri verrebbe data priorità al recupero delle strutture storiche di Coltano.

Quello che è certo è che il commissario straordinario Sessa, a gennaio 2023, ha richiesto ed ottenuto fondi (fino a 90000 euro) per l’effimero studio di prefattibilità che abbiamo visto a Settembre scorso, ma esclusivamente per l’opera di “realizzazione della nuova sede dei reparti d’eccellenza dell’Arma dei Carabinieri”. Nessuna menzione si trova nei documenti di previsione di spesa per l’edilizia pubblica del Ministero Infrastrutture e Trasporti, nei riguardi degli edifici storici di Coltano, che tra l’altro, è bene ricordarlo, non saranno restituiti alla comunità locale, ma militarizzati e dati in gestione, in ogni caso, all’arma dei carabinieri, come invece è espressamente indicato nel verbale della comunità dei Sindaci del Parco di San Rossore che ha vergognosamente ceduto alla devastazione ambientale nell’area naturale protetta.

Se il primo cittadino, o il vicesindaco o altro assessore, hanno in mano altra documentazione, la condividano con la cittadinanza in nome di una dovuta trasparenza, troppo spesso sbandierata, ma sempre troppo poco messa in pratica.
Altrimenti sostengano, presso il Ministro competente Salvini, le domande che da mesi sono rimaste senza risposta: quali parti della realizzazione della nuova base sono attualmente in progettazione? Su quali fondi si intende gravare per finanziare l’opera?
Occorre ribadire che il ripristino degli edifici storici di Coltano non può in alcun modo essere considerato come una compensazione per fare accettare  l’idea di una nuova base militare sul territorio. La Stazione Marconi, le stalle del Buontalenti, la Scuola Diaz rappresentano un patrimonio storico, culturale e sociale che deve essere recuperato a prescindere da qualsiasi previsione di nuove infrastrutture al servizio della guerra Globale (in cui i corpi speciali di Gis e Tuscania, indicati come assegnatari della futura base, hanno peraltro ruoli cruciali). Il Sindaco Conti conosce bene le criticità e le carenze di servizi del borgo di Coltano di cui è diretto responsabile e a cui non si può sottrarre in nome di imprecisate fonti di finanziamento per altro. Così come conosce bene, le potenzialità di sviluppo dell’area in termini di valorizzazione della riserva naturale e di un modello di sviluppo agricolo e turistico sostenibile così come abbiamo delineato nella progettazione dal basso nel percorso “Rinasce Coltano” portato avanti insieme al Comitato per la difesa di Coltano e ai suoi residenti.  Ricordiamo anche che gli esiti del percorso sono stati messi agli atti del procedimento di Partecipazione relativo al nuovo Piano Integrato del Parco.

Allo stesso modo non sono compensazioni, perché già previste e già finanziate,  le bonifiche del Cisam, che invece presentano difficoltà tecniche e continuare a menzionare l’auspicabile bonifica in relazione alla nuova infrastruttura bellica è solo un vacuo specchietto per allodole.

Come Movimento No Base abbiamo fermato la cementificazione e la militarizzazione inizialmente prevista su Coltano e continueremo determinati a contrastare con il Presidio di Pace qualsiasi tentativo di ulteriore devastazione e militarizzazione del Parco. In quest’ottica, dopo l’importante giornata del 2 giugno ai tre Pini, anche quest’estate non mancheranno i momenti di mobilitazione, informazione e lotta.