25 Aprile: Liberiamoci dalla Guerra

25 Aprile: Liberiamoci dalla Guerra

Il Movimento No Base torna ai “Tre Pini” (San Piero a Grado)

Negli ultimi mesi, ma ancor più nelle ultime settimane abbiamo visto come il processo di escalation militare a livello globale si stia intensificando con il plauso dei governi occidentali, della NATO e dell’Unione Europea, in cui il dibattito è sempre più orientato a legittimare una conversione dell’economia ad uso bellico e a preparare la cittadinanza alla possibilità di nuove campagne di arruolamento di massa. 

L’Italia si pone in prima linea nell’avvitamento della guerra: il governo continua ad inviare armi alimentando il conflitto Russo-Ucraino, le navi della Marina Militare sono schierate al comando delle missioni nel Mar Rosso, le istituzioni italiane – accademiche, politiche o economiche che siano – si mettono al servizio di Israele nel genocidio del popolo palestinese.

L’hub logistico militare Toscano diventa sempre più centrale e cruciale nelle strategie che alimentano la guerra in tutto il mondo. I lavoratori dei Porti di Livorno e Genova denunciano l’arrivo di armi, munizioni e mezzi militari diretti a Camp Darby. Mentre si potenzia il porto militare di La Spezia e ci si prepara ad installare un Nuovo Comando NATO a Firenze, Camp Darby e l’aeroporto militare pisano sono il principale crocevia di questo traffico di morte.

La nuova Base per le forze speciali dell’esercito dei reparti GIS (Gruppo di Intervento Speciale) e Carabinieri Paracadutisti Tuscania, rappresenta un tassello fondamentale per il ruolo strategico che il nostro Paese e il nostro territorio assumono nello scenario di guerra globale. Opporsi alla sua costruzione significa ostacolare concretamente l’escalation bellica.

La strategia adottata dalle istituzioni locali e nazionali è quella di mantenere segreti i piani della costruzione della base, non fornendo alcuna risposta alle legittime richieste di trasparenza che arrivano a tutti i livelli dai tanti cittadini e cittadine. Ma il silenzio non è evidentemente sufficiente a fermare la volontà delle persone che sempre più si stanno aggregando a partire dai Punti No Base, quei luoghi nelle città e in provincia che aumentano ogni giorno e che si fanno carico di iniziative per la promozione della cultura antimilitarista e di pace.

L’opposizione alla violenza bellica è maturata sul territorio pisano, gli studenti e le studentesse hanno animato il dibattito nazionale con le mobilitazioni in solidarietà al popolo palestinese, portando al centro il ruolo delle Università e della Ricerca nello sviluppo della tecnologia militare, ribellandosi alla complicità dell’Accademia nella costruzione di guerre e nel genocidio del popolo palestinese. Il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzionamento dello Stato d’Israele, a partire dall’accademia fino alle grandi catene commerciali, trova sempre più consenso nelle coscienze delle persone e nelle scelte critiche di consumo. Ogni persona si sta chiedendo come possa contribuire per mettersi concretamente di traverso alla guerra, al genocidio, alla violenza fascista.


Per questo crediamo che il 25 Aprile, data che celebra la liberazione dell’Italia dal Nazi-fascismo, debba essere una giornata verso una mobilitazione sempre più intensa, per Liberare i nostri territori dalle occupazioni militari straniere e nostrane. Contro le basi attuali e le nuove che vorrebbero costruire privandoci di ulteriori pezzi di Parco Naturale. Una liberazione delle nostre strade dai mezzi militari che aumentano l’insicurezza di chi le attraversa. Che sia un 25 aprile di liberazione dei nostri saperi dall’uso bellico. Che sia liberata la nostra economia dalla tassa per la guerra che cresce ogni giorni di più a scapito delle più urgenti spese sociali.

Una giornata per ritessere reti e consolidare alleanze dentro e fuori Pisa, per discutere e aggiornarsi su quanto accade nelle lotte che animano il nostro territorio.

Che sia un 25 aprile in cui metterci insieme per liberarci dalla guerra, per costruire la pace, presidiando i terreni dei Tre Pini. Un presidio di pace in un’area che vede solo filo spinato, a due passi dall’area CISAM. Un luogo di proprietà dell’Università di Pisa che la mette ancora una volta di fronte alla scelta di prendere parte ripudiando la guerra; un frammento di Parco Naturale che ancora non è stato sottratto dalle esplosioni e il traffico dei militari.

Il movimento sarà lì per l’intera giornata e chiama a raccolta quanti vedono nell’area del Cisam un punto dirimente per il futuro: una nuova base militare o la rinaturalizzazione, una direzione chiara da continuare a percorre insieme. Nel corso della mattinata costruiremo insieme il presidio con dei lavori collettivi di riqualificazione, per poi condividere il pranzo e un pomeriggio di convergenza per costruire la pace con attività contro la guerra, microfono aperto e stand.

segui e rimani aggiornato tramite social https://www.facebook.com/events/1783306795488405 .

25 aprile – Liberiamoci dalla guerra

25 aprile – Liberiamoci dalla guerra

Il movimento no base torna ai “Tre Pini”

In una giornata di memoria di lotta e resistenza, il Movimento No Base invita tutt ai “tre pini” a San Piero a Grado (PI), proprio accanto all’area indicata dal nuovo progetto dell’ipotetica base, per una giornata di costruzione del presidio, mobilitazione contro la base e contro la guerra, informazione e socialità.

Dalla mattina lavori, pranzo del 25 aprile, a seguire numerose attività pomeridiane. Sulle pagine Instagram e Facebook del movimento no base tutte le info. QUI il comunicato

Dalle ore 16: COSTRUIAMO LA PACE. Un momento di microfono aperto che chiama tuttə a ritrovarsi nel cuore del presidio, prendere parola, partecipare ad una performance collettiva no base e informare il territorio con il volantinaggio itinerante

DALLE 9: COSTRUIAMO IL PRESIDIO

Lavori collettivi di pulizia dello spazio e costruzione presidio, preparazione degli allestimenti, caffè e merenda, preparazione pranzo

ORE 13: PASTASCIUTTATA ANTIFASCISTA

Porta ciò che vuoi condividere per il pranzo, sicuramente al presidio troverai: baccelli e formaggio e pastasciutta

DOPO PRANZO: PASSEGGIATE E RELAX

Per tutto il pomeriggio musica, banchetti informativi, area relax.

PASSEGGIATA NATURALISTICA “dove nascono gli alberi” 
Partenza dal presidio dopo pranzo (orario variabile a seconda del numero partecipanti)
Lottare contro la militarizzazione del parco significa anche riconoscerne il suo grande valore naturalistico. Passare una nuova giornata al presidio dei Tre Pini ci dà la possibilità, una volta di più, di immergerci nell’habitat del parco di San rossore con rispetto e consapevolezza di flora e fauna, per continuare a immaginare come viverla e difenderla. Lo faremo dopo pranzo in compagnia di una guida esperta che ci accompagnerà alla scoperta della vita degli alberi, a partire dalle prime tracce della loro nascita.

LABORATORIO DI AQUILONI
Gli spazi intorno ai tre pini sono ampi e, se la giornata lo permette, annuseremo l’aria in cerca della giusta direzione del vento, monteremo gli aquiloni no base e attraverseremo anche il cielo dei tre pini oltre che i suoi prati.

GRAN TORNEO DI ROVERINO
Balzi, slanci e tiri al guidone. Scaldiamo insieme il pomeriggio No Base con un torneo aperto a tuttə e per tutte le età di Roverino. Dopo una mattinata di lavori e una bella mangiata, riattiviamoci vivendo il parco in lungo e largo su un campo da gioco!

DALLE 16: COSTRUIAMO LA PACE – TUTTƏ AL PRESIDIO!!!

MICROFONO APERTO E PERFORMANCE COLLETTIVA
Tutt al presidio dalle 16 in poi! É tempo di prendere parola, tornare a fare sentire le nostre voci.  Un’invito a partecipare a un momento di attivazione collettiva con interventi e una performance collettiva a cui tutt potranno partecipare. 
Interventi aperti a chi lotta sul territorio e oltre, condivisione di esperienze, prospettive di lotte della primavera/estate in arrivo, solidarietà tra lotte, aggiornamenti no base e molto altro.
In contemporanea un momento di attivazione condivisa, per tutt coloro che vogliono contribuire alle nuove colori e pennelli alla mano.

VOLANTINAGGIO COMUNICATIVO ITINERANTE
La giornata del 25 aprile sarà anche l’occasione di continuare a comunicare le ragioni del movimento no base, e del rifiuto della guerra, al territorio e alle persone che in quella giornata attraverseranno le strade di San Piero

Oltre cento pontederesi insieme al Movimento No Base chiedono chiarezza a Franconi sulle infrastrutture militari previste sul territorio comunale

Oltre cento pontederesi insieme al Movimento No Base chiedono chiarezza a Franconi sulle infrastrutture militari previste sul territorio comunale

Protocollata un’interrogazione per il sindaco e la giunta di Pontedera, di seguito il comunicato dell’iniziativa

La nuova base militare dei corpi speciali dei Carabinieri e dell’esercito, la cui costruzione era inizialmente prevista a Coltano, interesserà infatti due aree del territorio pisano: l’area ex Cisam a Pisa e la tenuta Isabella a Pontedera.

Secondo quanto riportato dai verbali dei tavoli interistituzionali (6 settembre e 18 ottobre), il nostro territorio vedrà la costruzione di una pista per l’addestramento alla guida di automezzi militari e di un poligono di tiro, mentre nell’area ex Cisam a Pisa sorgeranno la base e gli alloggi. L’area interessata è quella della tenuta Isabella, una zona verde in cui si trovano attività ricreative molto conosciute.

Queste sono le uniche informazioni che abbiamo rispetto a un progetto altamente impattante, interamente a carico della fiscalità pubblica, e che risponde a logiche di guerra estranee agli interessi della cittadinanza. A meno di un mese dalle inondazioni che hanno colpito Pontedera, dopo 2 anni di avvelenamento del territorio con il Keu, non ancora rimosso dalla lottizzazione del Green Park (zona stadio), iniziamo quindi una raccolta firme per chiedere al Sindaco e alle istituzioni chiarezza in merito al progetto della base militare.

Finora il sindaco si è limitato a dare carta bianca ai vertici regionali e ministeriali, intervenendo solo attraverso alcuni post Facebook. Non ha partecipato ai tavoli interistituzionali del 6 settembre e del 18 ottobre, in cui si è deciso che la pista per automezzi militari e il poligono a cielo aperto dovevano sorgere a Pontedera e non ha mai fatto una comunicazione ufficiale in merito.

Pretendiamo invece chiarezza e informazioni ufficiali, perché decisioni di questa portata non possono essere prese tenendo i cittadini all’oscuro. Che cosa c’è da nascondere? Vogliamo quindi sapere dal Sindaco:

Come siamo giunti al coinvolgimento di Pontedera?
Come mai non è stata effettuata alcuna comunicazione istituzionale riguardo al progetto?
Quali aree del territorio saranno interessate dal progetto?
È presente una bozza di progetto con valutazione economica e ambientale?
Nel verbale del 18 ottobre si parla di esproprio a carico del Comune. È confermata questa spesa? Quali fondi saranno utilizzati?
Il poligono di tiro a cielo aperto sorgerà sul territorio pontederese? Quali attività vi si svolgeranno?
Quali tempistiche sono previste per il progetto?

Per questo iniziamo una campagna di raccolta firme, perché il sindaco deve informare i cittadini rispetto al progetto di base militari, su non abbiamo nessuna informazione ufficiale!

Salviamo il Parco di San Rossore dalla Base Militare. Rompiamo il sistema Bani!

Salviamo il Parco di San Rossore dalla Base Militare. Rompiamo il sistema Bani!

Richiesta di dimissione di Lorenzo Bani, Presidente dell’Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli

Facciamo appello a tutti e tutte coloro che non vogliono una nuova base militare nel parco, a tutti gli ambientalisti e a tutte le ambientaliste ad unirsi alla richiesta di dimissioni del presidente Bani.

È ormai sotto gli occhi di tutta la cittadinanza come la posizione del Presidente Bani a favore della costruzione di una base militare all’interno del territorio del Parco sia incompatibile con la salvaguardia dello stesso.

Il presidente Bani è stato il primo promotore del modello di base diffusa, comunque dentro il Parco, promuovendo l’area CISAM come destinataria della nuova Base militare.

  • (PisaToday, 4 Maggio 2022) Bani: “ci sono due caserme estremamente interessanti”, “potrebbero essere due soluzioni senza creare danni all’ambiente e all’ecosistema”.
  • Il 28 settembre 2022, al terzo tavolo operativo interistituzionale tra i rappresentanti del Ministero della Difesa, Arma dei Carabinieri, Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Pisa sulla collocazione della base, Bani conferma ufficialmente la proposta dell’Area Cisam come destinataria della costruzione della nuova base.
  • Il 6 settembre 2023 firma insieme agli altri rappresentanti del tavolo il verbale che dà il via alla progettazione della nuova base che prevede la nomina di un commissario straordinario governativo sull’esecuzione dei lavori, l’abbattimento di altri 2500 alberi e la piantumazione di nuovi 12.000.
  • Il 18 Settembre, presiede la riunione della Comunità di Parco, composta dai Sindaci di Pisa, Viareggio, Massarosa, Vecchiano e San Giuliano Terme, Presidenza delle Province di Lucca e Pisa, che approva la collocazione della base nel CISAM e la localizzazione delle strutture di addestramento a Pontedera.

Riteniamo la posizione di Bani in contrasto con gli obiettivi di tutela e gestione del parco e con la difesa del suo patrimonio animale e vegetale, per quanto si sia dichiarato più volte che le suddette basi militari saranno ecologiche e sostenibili. A questa postura militarista si unisce l’ipocrisia del greenwashing, in quanto è risaputo come le attività previste di addestramento militare siano incompatibili con il delicato equilibrio ecosistemico che caratterizza il Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli.


Pertanto i/le sottoscrittori/trici dell’appello chiedono le immediate dimissioni dell’attuale Presidente dell’Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli Lorenzo Bani.


Le realtà promotrici dell’appello: 
Movimento No Base, Valdera Avvelenata, No Guerra No Base Lucca, 
Forum Ambientalista Toscano, Distretto Economia Solidale Altro Tirreno, 
Extinction Rebellion-Pisa, Cambiare Rotta-Pisa, Insorgiamo Viareggio,  
Potere al Popolo Pisa, Rete dei Comunisti Pisa, Una città in comune.

✒️ Per aderire all’appello come realtà: movimentonobasepisa@gmail.com 

Ripensare il modello di gestione del parco e la tutela del territorio

Ripensare il modello di gestione del parco e la tutela del territorio

L’invito del Movimento No Base all’assemblea aperta del 27 gennaio

Da quando è stato scoperto il progetto di base militare a Coltano, nel 2022, abbiamo registrato comportamenti omertosi quando non direttamente complici da parte degli enti territoriali rispetto al progetto dei carabinieri e del governo.

Queste istituzioni hanno tradito la loro missione, che deve essere innanzitutto di tutela degli interessi del territorio, hanno nascosto quanto avveniva, si sono riunite in tavoli in cui hanno svolto una discussione senza alcuna trasparenza, non hanno mai coinvolto la popolazione in un vero dibattito pubblico e sono arrivate a spacciare per occasione di sviluppo quello che invece serve a distruggere altri territori e, se realizzato, avrà un impatto violentissimo anche sul nostro. Particolarmente paradossale poi la posizione del Presidente del Parco di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli che si muove in completa autonomia dai propri uffici e che da subito ha lanciato la proposta di investire sull’area CISAM nel cuore del Parco come alternativa alla zona di Coltano, per realizzare la base militare. Ci chiediamo in quale modo questa persona possa essere considerata rappresentante del suo stesso ente. Ci chiediamo quale credibilità abbia ancora la Comunità del Parco dopo l’approvazione a scatola chiusa dell’idea di una nuova infrastruttura militare  all’interno del Parco stesso, con una votazione, è bene ricordarlo, di solo 2 voti espressi per la base e 2 astensioni sui 7 potenziali, in barba alla trasparenza e ai processi democratici.

Siamo convinti e convinte che il parco e la sua integrità siano non solo uno dei valori essenziali del nostro territorio ma anche il motore per un modello alternativo di vivere in tutti i territori, un’ottica opposta all’estrazione e distruzione forsennata delle risorse che trova nella guerra la sua massima espressione.

Crediamo che sia necessario ripensare il modello di gestione del parco e in generale della tutela del territorio nel suo complesso, a partire dalla completa rinaturalizzazione dell’Area CISAM. In questo momento cruciale in cui il Piano Integrato del Parco è in discussione è quanto mai urgente avviare una campagna di approfondimento e di informazione per denunciare quanto pericolosa e dannosa possa essere per tutto l’ecosistema l’idea di realizzare una nuova infrastruttura militare nel cuore delle aree protette del Parco.
Per dire che la vita dei territori deve passare dalla pace, dalla difesa della vita umana e naturale, dalla tutela della biodiversità, dalla lotta e mitigazione del cambiamento climatico, da un’economia solidale, il Movimento vi invita a partecipare e contribuire con le vostre visioni e proposte ad un’assemblea il 27 gennaio alle ore 14 al Polo F di Ingegneria (aula F3) in via Diotisalvi 5.