Una base nel parco? Le false promesse delle compensazioni – OPUSCOLO

Una base nel parco? Le false promesse delle compensazioni – OPUSCOLO

Sfogliabile e scaricabile qui di seguito l’opuscolo No Base redatto la scorsa primavera a cura degli studenti e le studentesse universitarie del Gruppo di Studio No Base, a partire dagli approfondimenti svolti insieme al Prof. Andrea Bertacchi, geobotanico al Dipartimento di Scienze Agrarie di UniPi, al perito nucleare Giorgio Ferrari e a Legambiente – Pisa

Nel labirinto delle carte ministeriali la via d’uscita è la mobilitazione

Nel labirinto delle carte ministeriali la via d’uscita è la mobilitazione

Nelle ultime due settimane si rincorrono notizie e aggiornamenti sullo stato di avanzamento del progetto della base militare nel parco di San Rossore.

Il Sindaco Conti parla di un imminente avvio dei lavori ad una iniziativa a Coltano, alludendo a fondi che arriveranno nel borgo. Pochi giorni dopo il Consiglio dei Ministri approva uno schema di decreto legge che rifinanzia il progetto della base per 20 milioni nel 2024.

Scopriamo che fra i riferimenti normativi di questo articolato c’è il DPCM che nomina il Commissario straordinario Sessa, con poteri letteralmente illimitati, vero dominus e responsabile delle fasi di progettazione e attuazione. Il decreto viene trasmesso come di consueto a tutti gli organi di controllo per verificarne la legittimità, allegando una minimale informazione sul tipo di infrastruttura (“Realizzazione della nuova sede dei reparti di eccellenza dell’arma dei carabinieri- I Lotto”), una breve descrizione delle attività, il costo stimato del primo lotto (72,5 milioni di euro) e i finanziamenti disponibili (5 milioni di euro!). Ed è a questo punto che entra in scena la Corte dei Conti che chiede conto di alcune cose: la durata indeterminata dell’incarico a Sessa, il dubbio sulla reale possibilità di Sessa di redigere un cronoprogramma dei lavori entro sei mesi dal conferimento dell’incarico e una importante specifica sulle risorse economiche a copertura dei costi visto che su 72,5 milioni previsti solo 5 sono disponibili.

In questo kafkiano scambio di missive il Governo risponde tramite l’avvocatura dello Stato che precise due cose: la durata dell’incarico non è indeterminata ma è legata alla consegna del progetto, consegna rallentata dalla complessa ricaduta socioeconomica sul territorio (e ci fischiano le orecchie) mentre sul piano economico viene finalmente svelata la fonte di copertura dell’opera: il Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027!

Nella stessa missiva si mettono le mani avanti su ciò che è puntualmente avvenuto il 24 giugno: “si segnala che in considerazione del c.d. “caro materiali” (…) saranno disponibili ulteriori fondi di copertura (…)”. Ecco a cosa servono i 20 milioni stanziati nel DL per il 2024.

Potevamo inizialmente pensare che fossero una prima trance del finanziamento complessivo, mentre parliamo di risorse aggiuntive che come avevamo previsto dall’inizio continueranno a crescere e crescere, superando di gran lunga gli iniziali 190 milioni e sottraendo sempre più risorse alla spesa sociale.

L’economia di guerra estrae ricchezza dalle casse dello Stato assottigliando sempre di più le risorse per i bisogni materiali delle persone (sanità, casa, istruzione, lavoro, welfare territoriale) e ingigantendo le entrate dell’industria bellica.

Questi ultimi passaggi ci segnalano l’importanza del nostro lavoro di studio e di inchiesta, la necessità di operare su un terreno di desecretazione, di diffusione e di blocco, di traduzione in senso comune di questi -a tratti incomprensibili- documenti.

Ci segnalano anche la necessità di tornare a dettare i tempi della mobilitazione, facendo sentire la città tutta parte di questa lotta. Il 20-21 luglio dovrà essere un’ulteriore tappa nel nostro percorso politico, per un parco demilitarizzato, per una città disarmata, della pace e della cooperazione.

Arriva l’estate e il Sindaco Conti accende la ventola delle dichiarazioni fumose sulla Base militare.

Arriva l’estate e il Sindaco Conti accende la ventola delle dichiarazioni fumose sulla Base militare.

Il sindaco Conti ha dichiarato che il progetto della nuova Base militare al Cisam è ormai “incardinato”, lasciando intendere che ci siano persone che a Roma lavorano per portare avanti il progetto. La vaghezza di queste affermazioni è inaccettabile .
Così come risulta assolutamente propagandistico l’annuncio che sulle tempistiche dei cantieri verrebbe data priorità al recupero delle strutture storiche di Coltano.

Quello che è certo è che il commissario straordinario Sessa, a gennaio 2023, ha richiesto ed ottenuto fondi (fino a 90000 euro) per l’effimero studio di prefattibilità che abbiamo visto a Settembre scorso, ma esclusivamente per l’opera di “realizzazione della nuova sede dei reparti d’eccellenza dell’Arma dei Carabinieri”. Nessuna menzione si trova nei documenti di previsione di spesa per l’edilizia pubblica del Ministero Infrastrutture e Trasporti, nei riguardi degli edifici storici di Coltano, che tra l’altro, è bene ricordarlo, non saranno restituiti alla comunità locale, ma militarizzati e dati in gestione, in ogni caso, all’arma dei carabinieri, come invece è espressamente indicato nel verbale della comunità dei Sindaci del Parco di San Rossore che ha vergognosamente ceduto alla devastazione ambientale nell’area naturale protetta.

Se il primo cittadino, o il vicesindaco o altro assessore, hanno in mano altra documentazione, la condividano con la cittadinanza in nome di una dovuta trasparenza, troppo spesso sbandierata, ma sempre troppo poco messa in pratica.
Altrimenti sostengano, presso il Ministro competente Salvini, le domande che da mesi sono rimaste senza risposta: quali parti della realizzazione della nuova base sono attualmente in progettazione? Su quali fondi si intende gravare per finanziare l’opera?
Occorre ribadire che il ripristino degli edifici storici di Coltano non può in alcun modo essere considerato come una compensazione per fare accettare  l’idea di una nuova base militare sul territorio. La Stazione Marconi, le stalle del Buontalenti, la Scuola Diaz rappresentano un patrimonio storico, culturale e sociale che deve essere recuperato a prescindere da qualsiasi previsione di nuove infrastrutture al servizio della guerra Globale (in cui i corpi speciali di Gis e Tuscania, indicati come assegnatari della futura base, hanno peraltro ruoli cruciali). Il Sindaco Conti conosce bene le criticità e le carenze di servizi del borgo di Coltano di cui è diretto responsabile e a cui non si può sottrarre in nome di imprecisate fonti di finanziamento per altro. Così come conosce bene, le potenzialità di sviluppo dell’area in termini di valorizzazione della riserva naturale e di un modello di sviluppo agricolo e turistico sostenibile così come abbiamo delineato nella progettazione dal basso nel percorso “Rinasce Coltano” portato avanti insieme al Comitato per la difesa di Coltano e ai suoi residenti.  Ricordiamo anche che gli esiti del percorso sono stati messi agli atti del procedimento di Partecipazione relativo al nuovo Piano Integrato del Parco.

Allo stesso modo non sono compensazioni, perché già previste e già finanziate,  le bonifiche del Cisam, che invece presentano difficoltà tecniche e continuare a menzionare l’auspicabile bonifica in relazione alla nuova infrastruttura bellica è solo un vacuo specchietto per allodole.

Come Movimento No Base abbiamo fermato la cementificazione e la militarizzazione inizialmente prevista su Coltano e continueremo determinati a contrastare con il Presidio di Pace qualsiasi tentativo di ulteriore devastazione e militarizzazione del Parco. In quest’ottica, dopo l’importante giornata del 2 giugno ai tre Pini, anche quest’estate non mancheranno i momenti di mobilitazione, informazione e lotta.

Appello al mondo dell’università e alla cittadinanza – liberiamo il parco naturale dalla militarizzazione!

Appello al mondo dell’università e alla cittadinanza – liberiamo il parco naturale dalla militarizzazione!

Al mondo accademico e studentesco pisano e toscano, alla cittadinanza tutta.

Da più di due anni, ormai, è in preparazione un progetto per la costruzione di una nuova base militare a Pisa. Secondo le ultime informazioni, l’opera dovrebbe venire costruita a San Piero a Grado (PI), nel Parco Naturale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, con dei distaccamenti a Pontedera e Coltano.

In un territorio già martoriato dalla militarizzazione, con la presenza di strutture come il Camp Darby e l’Aeroporto militare, questa base sarà un ulteriore gravissimo danno ambientale: cementificazione, inquinamento acustico, residui materiali e dispersione di inquinanti chimici per le esercitazioni militari metteranno a rischio l’ecosistema del parco oltre che la salute delle persone che vi abitano. Inoltre, la cittadinanza tutta è ancora tenuta all’oscuro dei dettagli di questo progetto, mai discusso democraticamente né approvato dalla popolazione.

Molti di questi terreni sono di proprietà dell’Università di Pisa. Tra questi rientra il podere “Tre Pini”, diventato inagibile per l’incuria degli ultimi anni, ma messo in autorecupero la scorsa estate su iniziativa popolare e studentesca per ospitare iniziative contro la base e contro l’escalation bellica nel mondo. 

I terreni adiacenti il luogo dove dovrebbe sorgere la base ospitano laboratori e coltivazioni per la ricerca, allevamenti, associazioni del terzo settore e per la disabilità e, come nel caso dei “Tre Pini”, iniziative dei gruppi scout: tutte attività che con il progetto della base rischiano di subire gravi danni o scomparire. 

Come cittadinə, abitanti, studentə che vivono e frequentano Pisa e il suo territorio, vogliamo che il podere “Tre Pini” diventi un presidio stabile di pace, attraversabile da tuttə quantə abbiano a cuore la tutela e la valorizzazione del Parco, contro le grandi opere ecocide, inutilmente dispendiose e dannose per la cittadinanza. 

Dai il tuo sostegno perché l’Università di Pisa contribuisca a rendere il podere “Tre Pini” un presidio di pace, prendendo posizione sulla costruzione della base nella direzione di una gestione trasparente del territorio e aprendolo a chi vuole difendere il Parco dai progetti che lo devasterebbero, per tutelarlo e renderlo attraversabile da tutta la cittadinanza! Firma questa petizione se anche tu vuoi costruire la pace nel Parco e liberarlo dalla militarizzazione!

Leggi il nostro Dossier per maggiori informazioni: 

2 giugno 2024. Inaugurazione del presidio No Base di Pace ai Tre Pini – San Piero a Grado

2 giugno 2024. Inaugurazione del presidio No Base di Pace ai Tre Pini – San Piero a Grado

A due anni dal grande corteo nazionale a Coltano la mobilitazione contro la costruzione di un’ennesima base militare nel territorio pisano livornese continua. 

Il cambio di progetti, programmi, fondi e responsabilità non ha fiaccato la popolazione, le associazioni, i comitati e i gruppi che animano il movimento. 

Crediamo che alla luce della crisi sociale ed umanitaria in corsi nel mondo i Tre Pini possano rappresentare un concreto baluardo alla difesa dell’espansione militarista che pervade la nostra società. Nessuna base per nessuna guerra è sempre stato il nostro motto. 

La giornata si è aperta con una forte connessione con lə studenti per la Palestina, accampati all’Università, che hanno attraversato la città in bici per raggiungere i Tre Pini. Il messaggio lanciato è chiaro “Non saremo menti per le vostre guerre”.

Nel corso della giornata abbiamo costruito aquiloni con lə bimbə con Arciragazzi, passeggiate esplorative nella natura di San Piero e una tavola rotonda in cui abbiamo ripreso i fili del nostro no alla base militare e delle prospettive che invece vogliamo costruire per i nostri territori. Sono stati molti gli interventi tra cui il professor Giorgio Gallo, il Comitato per la difesa degli alberi di Pisa, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e i punti no base toscani e interventi di ricapitolazione della situazione lavorativa, economica e sociale in cui si inserisce il progetto della base. 

Secondo le ultime fonti i fondi per la base verranno sottratti all’edilizia pubblica, sotto il Ministero Infrastrutture e Trasporti invece che quello della Difesa. Oggi le priorità continuano ad essere scuole, ospedali, edilizia popolare e di contrasto alla violenza di genere.  Da anni denunciamo trasparenza che continua a connotare lo sviluppo di questo inutile e dannoso progetto, visto che ad oggi nulla a parte i 65mila euro spesi per lo studio di prefattibilità, ovvero quelle slide prodotte da Integra AES, prive di contenuto sostanziale che hanno portato alla chiusura della farsa del tavolo interistituzionale.

Sempre al centro è la responsabilità dell’ente Parco, e del suo presidente Bani, nell’aver autorizzato e auspicato il progetto di base nonostante vada a deforestare e cementificare l’interno del Parco di San Rossore.

Il presidio no base di pace continuerà a vivere il territorio e animare i prossimi mesi di attività, iniziative e lotte.

“A che punto siamo?” invito alla tavola rotonda del 2 giugno No Base

“A che punto siamo?” invito alla tavola rotonda del 2 giugno No Base

A due anni dalla grande manifestazione nazionale a Coltano il Movimento continua a resistere ed organizzarsi. Il progetto è cambiato, la controparte porta avanti i suoi piani nell’ombra e nel silenzio. Le guerre e l’escalation bellica, con la necrogena economia che si portano dietro, si espandono. Per questi e molti altri motivi che vorremmo condividere e costruire insieme, abbiamo deciso di mobilitarci anche questo 2 giugno, in cui condivideremo una giornata di lotta e attività per grandi e piccinə

Nei due anni di storia di questo movimento, abbiamo tenuto traccia di cosa si è mosso sul territorio, oltre che a livello nazionale e globale, e che spesso passa sotto silenzio. Abbiamo continuato a mobilitarci contro le opere ecocide, l’escalation bellica nel mondo, il genocidio in Palestina. Abbiamo approfondito e capito sempre di più l’impatto della guerra e della militarizzazione sui territori, in tutte le sue ramificazioni, e l’esigenza di lottare per fermarla

Con la giornata del 2 giugno, vogliamo incontrarci per continuare a costruire insieme la nostra alternativa alla base. In questa giornata, vogliamo aggiungere un tassello in più: il presidio di pace ai Tre Pini. 

Un luogo per continuare a vigilare e difendere il parco, ma anche per continuare a incontrarci, sviluppare relazioni e approfondire i motivi e le modalità della lotta contro la guerra. Il presidio di pace, infatti, si nutrirà delle forze di tuttə quantə abbiano a cuore la tutela del parco e degli ecosistemi, che vogliano dei territori attraversati dalle persone che li abitano e non dai mezzi militari, che vogliono servizi pubblici e non basi per alimentare le guerre. 

Sappiamo che per costruire le guerre c’è bisogno di occupare e sfruttare i nostri territori. Per contrastare questi processi, serve continuare a mettere radici nel nostro territorio, contrapponendo alle politiche di guerra i bisogni reali delle nostre comunità. Per gettare le basi di questo lavoro, per immaginarsi insieme le forme con cui questo movimento possa crescere, abbiamo bisogno di fare il punto della situazione. 

Vi invitiamo perciò, il pomeriggio del 2 giugno, dalle ore 16 all’iniziativa di discussione “No Base: a che punto siamo?”, una tavola rotonda in cui ci aggiorneremo e faremo un approfondimento a livello territoriale, nazionale e internazionale dei temi che ci servono per sviluppare l’alternativa alla base.

Parleremo del progetto aggiornato della base e di cosa si muove sul piano istituzionale; del ruolo dell’Università e, più in generale, del rapporto tra militarizzazione e luoghi della formazione; dell’impatto della guerra sul territorio e sull’ambiente, di come i territori vengono sfruttati nella filiera bellica; dell’impatto della militarizzazione sulle spese sociali e sulla società nel suo complesso.  

Ci vediamo il 2 giugno per costruire insieme il nostro presidio di pace! 
Per maggiori informazioni sulla giornata del 2 giugno, potete visitare le nostre pagine social – Facebook:
https://www.facebook.com/movimentonobase, instagram: https://www.instagram.com/movimentonobase/ Telegram: https://t.me/OrganizziamociNoBase )